La Favorita Ospedale Veterinario - Dott. Roberto Lanci

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  • Direttore sanitario
  • Ideatore e Fondatore dell’ospedale


Ognuno di noi, vecchi veterinari, ha dovuto confrontarsi con il cambiamento dei tempi e l’evoluzione rapida della società e dei suoi costumi. Questo ha riguardato in modo estremamente veloce, quasi da non comprenderne completamente tutti i risvolti e le implicazioni, la mia professione veterinaria.

Sono molto lontani nel tempo i ricordi legati al mio esordio, scandito da ritmi più lenti, semplici e con una consapevolezza sufficiente del mio ruolo nella società. Nel tempo però, l’innovazione, gli stimoli culturali, la conoscenza sempre più particolare e profonda, lo sviluppo tecnologico modificavano gradualmente, ma irreversibilmente, le mie scelte. Da veterinario nato e formato attorno ad un mondo agricolo ed ai grandi animali, mi sono sentito sempre più spinto a guardare lontano da me, per interpretare meglio quello che stava accadendo al mondo contadino. Mi accorgevo ben presto di essere all’inizio di una rivoluzione culturale che mi coinvolgeva e mi portava, mio malgrado, a rivedere la mia preparazione e a cogliere nuove opportunità. E’ per questo che ho accettato un po’ inconsapevolmente le sfide che, tacitamente, la società tutta mi lanciava. Da questa intuizione è nata l’idea di costruire un Ospedale Veterinario per piccoli animali dove avrei dovuto avere tempo, modo e spazi in cui accrescere le mie competenze avvalendomi della collaborazione di altri colleghi.

Il percorso è stato impegnativo, i risultati alterni, i rapporti esaltanti e allo stesso tempo difficili. Bisognava essere costruttori di lavoro e burocrati in una realtà inimmaginabile fatta di nuove norme legislative ed oneri economici via via crescenti che hanno ridotto il sogno ma non l’entusiasmo rendendomi però consapevole che il progetto era più grande della mia capacità di sostenerlo. Pertanto, penso sia arrivato il momento di condividere per non vanificare quella gioia, ancora presente, di aver dato origine nella nostra realtà periferica, ad una iniziativa economico-culturale che potrà esprimersi al meglio in un futuro se i colleghi vorranno ricordare l’impegno e sapranno realizzare le grandi potenzialità di questa professione.